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Lego Serious Play arriva a La Strada di Oz

Lego Serious Play
La mia esperienza Lego Serious Play

Mi è sempre piaciuto cercare nuovi modi di imparare per arricchire la mia vita e, di riflesso, quella degli altri.
Ho da poco ultimato il percorso per diventare Facilitatore Lego Serious Play e posso affermare di avere trovato un metodo innovativo, efficace e, soprattutto, piacevole.
La base del metodo sono proprio quei mattoncini colorati con cui abbiamo giocato un po’ tutti, da piccoli.
L’evoluzione è avvenuta negli anni ’90 quando si è scoperto che i Lego potevano essere usati in una strategia per risolvere conflitti e problemi sommersi.
Secondo i principi dei pedagogisti Piaget e Papert (ma ne aveva parlato ancor prima la “nostra” Montessori) è possibile concretizzare il pensiero tramite la creazione, tant’è che si dice “pensare con le mani”.
Infatti la costruzione di un modello ci permette quasi di osservare un pensiero in 3D, liberando energie creative che portano a livelli di conoscenza più profondi.
Quando mi sono ritrovata davanti a tutti quei mattoncini e mi hanno chiesto di costruire una storia personale, ho pensato: “Non so come fare!”

Con Lego Serious Play impari a pensare con le tue mani

Ma devi fidarti delle mani. Tu cominci, ti lasci guidare e resti stupito dal risultato: è come un quadro astratto ma per te è molto chiaro, ogni pezzo ha un significato. E mentre lo spieghi ai compagni, ti accorgi di cose a cui non avevi fatto caso, che c’è un motivo se hai scelto un pezzo piuttosto che un altro. Che pensavi di raccontare una storia ma il tuo modello la racconta in modo diverso, più reale.
Platone diceva: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”
E’ proprio vero. La cosa più bella è che ognuno è protagonista (essendo costruttore e generatore di significati ) sin dal primo momento di gioco e riesce a manifestare il proprio potenziale inespresso, sia analizzando il contesto, sia generando soluzioni efficaci.
Chi conduce il Workshop Lego Serious Play si chiama Facilitatore proprio perché non dà soluzioni precostituite ma “facilita” l’emergere delle soluzioni comunicate dal modello.
Il tutto all’interno di un Workshop dove ti arricchisci anche dell’esperienza condivisa degli altri, mentre la musica scandisce i tempi del gioco.
Quindi Creatività, Condivisione, Crescita Personale, Risoluzione Personalizzata dei problemi… Valori di base qui alla Strada di Oz!
Come potevo non proporti questo nuovo metodo che, tra l’altro, viene usato per risolvere problemi aziendali alla Nasa, Google, Ferrari ..?
Noi lo useremo per risolvere problemi personali che possono bloccarti o condizionarti, impedendoti di vivere al meglio.
Se hai voglia di provare questo nuovo metodo, scrivimi a info@lastradadioz.it oppure chiama il 3482287375, specificando il tema che vorresti trattare.
A settembre partiranno i primi Workshop con un max di 5 persone, perciò PRENOTATI, non perdere l’occasione di provare qualcosa di assolutamente straordinario!


L’autrice del post
Questo articolo è scritto da Loredana Mingotto, se vuoi leggere altri suoi articoli, ti consigliamo: 5 passi per diventare creativa
Loredana Mingotto - lastradadioz.it
Campionessa di rincorsa ai sogni, preferisco qualche ginocchio sbucciato ai rimpianti.
Nel mio cassetto ho tanti libri di coaching, un biglietto senza data per il giro del mondo
e la foto di mio padre che mi ha insegnato ad alzarmi presto ed amare quello che ho.
Sono Mamma, Moglie, Visual,
Facilitatrice LSP e Cercatrice instancabile di quel pezzetto di felicità
che voglio condividere con tutte le donne che verranno alla Strada di Oz,
il mio Laboratorio di benessere e crescita personale tramite Incontri e Workshop

Sei creativa? 5 passi per diventarlo

creatività - foto di lastradadioz.it

SEI CREATIVA?

5 PASSI PER DIVENTARLO

Hai l’impressione di avere poca fantasia, di non essere creativa? Prova a ripensare a quand’eri bambina.
Fingevi di avere lo smalto come la mamma, mettendo sopra le unghie i petali dei fiori?
Hai fatto la casa per la bambola con la scatola delle scarpe?
Hai preparato torte di sabbia?
Ecco la dimostrazione che eri creativa. E sicuramente lo sei ancora. Lo sei nella soluzione dei piccoli problemi di ogni giorno, quando t’inventi una canzoncina per divertire il tuo bambino, quando crei una nuova ricetta scoprendo che nel frigo ti sono rimaste solo due uova ed un pezzo di formaggio.

Dunque, il primo passo per diventare creativa è:
1. Ricordare che, in qualche modo, lo sei già.

Il secondo passo è:
2. Umiltà.

A volte non scriviamo una poesia perché sappiamo di non essere Alda Merini. Ci spaventa il giudizio degli altri, ma è il nostro critico interiore quello più intransigente. Allora alleniamoci a non giudicare, prima di tutto il lavoro degli altri, così ci sentiremo più liberi di fare il nostro. Questo non significa che dobbiamo farci piacere tutto, bensì avere l’umiltà di riconoscere che il nostro è un punto di vista e non la Verità assoluta.
Quindi, cominciamo. Poi miglioriamo. Quando lavoravo a Roma con un maestro visual, ricordo un giorno in cui, guardandolo con ammirazione, pensai ad alta voce “ Io non riesco a fare queste cose”. Purtroppo mi sentì la moglie che, poco simpaticamente, mi disse: “ Allora perché vuoi fare questo lavoro?“ Lì per lì non ebbi il coraggio di rispondere: “Perché ci voglio provare!“. Spesso ci sono persone capaci di tarparti le ali.
In realtà, non sono poi così negative, perché ti fanno venire voglia di impegnarti ancora di più.

Quindi il passo numero tre è:
3. Non smettere di provarci!

Ti piace disegnare? Fallo! Ti piace cantare? Canta! La rete ti offre un sacco di opportunità per imparare ma, soprattutto, ti mette in contatto con scuole e docenti. Nessun tutorial, infatti, può sostituire una lezione dal vivo, un gruppo con cui condividere successi e paure.

E questo è il quarto passo:
4. Crea e condividi.

Non per aspettarti lodi, pensa semplicemente a dare il tuo contributo. Magari ispiri qualcuno, forse attirerai critiche. Anche queste sono importanti. Ti spingono a superare i limiti e poi, dal momento che qualcuno si è preso il disturbo di parlare di te, significa che qualcosa di te e del tuo lavoro lo ha colpito.

Infine il quinto passo:
5. Osa.

Creare non è per forza partire dal nulla, bensì è lasciarsi contaminare, mettere insieme cose diverse che apparentemente non hanno legami. Picasso ha creato il muso di un toro mettendo un manubrio sopra una sella di bicicletta. Creare è andare oltre le convenzioni. Un po’ come quando, da piccola, mettevo i dischi in vinile sotto i piedi usandoli come pattini. Certo, mi sono presa più di una sculacciata!
Ma, si sa, gli artisti a volte sono incompresi.


Parleremo di creatività il 18 e 19 giugno con Micaela Terzi. Leggi questo post: Creatività

Questo post è stato scritto da Loredana Mingotto.

Loredana Mingotto - lastradadioz.itInnamorata di tutto ciò che è creativo ed originale, ho sempre in tasca un pezzetto di cielo per ricordarmi il lato bello di cose e persone.
Mi piace viaggiare ed imparare, leggere e camminare per le strade dove tutto racconta una storia.
Sono partita dall’Accademia Vetrinistica di Milano per lavorare 20 anni come visual fino ad approdare, dopo percorsi paralleli di formazione personale,
all’Accademia della Felicità, sempre a Milano.
Qui ho imparato il metodo del coaching ed il suo potere di cambiamento
che mi ha spinto a realizzare il mio sogno di creare un luogo dove i corsi di formazione diventano occasioni di aggregazione,
condivisione e crescita personale.
Questa è la Strada di Oz, a Padova.
L’unica città che amo più di Parigi.

Mindfulness: cos’è e perché fa bene

Minfulness - immagine zen in CC pubblicata da lastradadioz.it

Si sente parlare spesso di mindfulness ultimamente. Ma sappiamo davvero di cosa si tratta?

Ecco cos’è questa pratica di consapevolezza e come sperimentarla.

Negli ultimi anni, sarà capitato anche a te di sentire parlare di mindfulness e di udire la famosa espressione ‘vivere nel qui ed ora’.

Facile a dirsi ma molto difficile da realizzare, questo modo di vivere dovrebbe invece essere quello a cui aspiriamo e anche quello che ci fa stare meglio.

Ma perché è così difficile ‘vivere nel qui ed ora’? La nostra mente, purtroppo, ci trascina sempre con i suoi mille pensieri nel passato o nel futuro e non riusciamo mai ad essere realmente immersi in quello che sta succedendo intorno a noi adesso o in quello che stiamo facendo.

Come cercare di essere più consapevoli e più ‘presenti’?

Ecco che viene in nostro soccorso la Mindfulness.

Negli anni ’60, il medico statunitense Jon Kabat-Zinn, dopo aver sperimentato in oriente gli effetti benefici della meditazione e dello stile di vita dei popoli dell’Est, ha deciso di trarne ispirazione e di elaborare una pratica molto simile ma più adatta a noi occidentali.

Dopo averla proposta ai pazienti all’interno della sua clinica, ha constatato l’efficacia di questo ‘metodo’.

Da allora, la pratica mindfulness si è diffusa e adesso, anche da noi in Italia, fioriscono i centri dove si può praticarla occasionalmente o dove si può seguire dei corsi più strutturati come il famoso MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction).

Concretamente, la mindfulness è composta da una serie di pratiche (formali come ad esempio la vera e propria meditazione seduta) oppure informali (come i movimenti in consapevolezza oppure il mindful eating).

Tutti questi momenti hanno lo scopo di aiutare le persone a portare l’attenzione al momento presente attraverso l’uso del respiro e dei cinque sensi.

LA CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO

Una delle pratiche consigliate è proprio quella della consapevolezza del respiro. Il praticante si siede a gambe incrociate oppure su una sedia o ancora in ginocchio su un panchetto ed inizia a concentrarsi sul proprio respiro, sentendo le sensazioni dell’inspirazione e dell’espirazione.

Non si tratta di ‘pensare al respiro’ ma proprio di sentire l’effetto che produce in un punto preciso del corpo ad esempio l’aria che entra ed esce alla base delle narici.

Inizialmente, si consiglia di praticare questo tipo di meditazione sotto la conduzione di un maestro. Successivamente, la voce-guida dell’istruttore diventerà superflua se non addirittura fastidiosa. Ecco, allora sarà il momento di iniziare a praticare in silenzio.

I benefici di una pratica mindfulness, eseguita tutti i giorni sono molteplici. Innanzitutto, si potrà apprezzare la propria maggiore calma, la minore reattività e, proseguendo nel tempo, la capacità di trovare soluzioni ai problemi o di vedere nuove strade da percorrere nella vita laddove fino ad allora non se ne erano viste.

Mediamente si consiglia di praticare almeno 20 minuti al giorno, preferibilmente al mattino perché la mente è più fresca e ricettiva, anche se non è obbligatorio.

Io che scrivo ho iniziato a praticare mindfulness ormai da alcuni anni. Ne sono molto soddisfatta e non abbandonerò più questa pratica.

Tengo workshop a La Strada di Oz nei quali, attraverso esercizi pratici, sperimentiamo insieme la consapevolezza, cerchiamo di capire perché è consigliata a tutti e mettiamo il primo ‘seme’ per farla diventare una pratica quotidiana.

I prossimi appuntamenti di La Strada di Oz sono qui: appuntamenti


Tatiana Berlaffa di greenteaforbreakfast.com - corso di blogging presso lastradadioz.itTatiana Berlaffa è l’autrice di questo articolo.

Blogger, Freelance Journalist, Formatrice e Social Media Editor, tiene workshop di decluttering, mindfulness e blogging.

Laureata in lingue, è inoltre docente di scuola secondaria.

Diplomata MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), pratica mindfulness da alcuni anni.

Potete leggere i suoi articoli anche sul blog personale in cui parla di benessere: greenteaforbreakfast.com